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"La forza in continuo movimento" - PRC FEDERAZIONE COSENZA
Rifondazione Comunista Federazione Provinciale Via Pasquale Rossi, 15 87100 Cosenza Tel. Fax 0984/29921 rifondazionecs@libero.it
 

24.09.2007

Iniziativa sulla Sibaritide

Mercoledì 26 settembre alle ore 17.00
presso il Circolo di Spezzano Albanese
si terrà una iniziativa sulla Sibaritide.
 

  scritto da prcfederzionecs alle ore 17:02:22
 

24.09.2007

INIZIATIVA

Partito della Rifondazione Comunista Circolo di Morano Calabro (CS)

Domenica 30 settembre 2007 - ore 16.30


Convento San Bennardino - Morano Calabro (CS)

Iniziativa pubblica
IL LAVORO



Giuseppe Bianco, Segretario Circolo PRC Morano Calabro (CS)
Carmela Malito, Responsabile Lavoro Segreteria Provinciale PRC Cosenza
Biagio Diana, Capogruppo PRC Provincia di Cosenza
Ferdinando Aiello, Assessore PRC Provincia di Cosenza
Pino Scarpelli, Segretario Regionale PRC Calabria
Franco Mari, Area Lavoro ed Economia PRC Nazionale


  scritto da prcfederzionecs alle ore 17:00:22
 

05.07.2007

AMBIENTE E SVILUPPO

Partito della Rifondazione Comunista - Sinistra Europea

Federazione Provinciale di Cosenza

 

Giovedì 12 luglio 2007 Ore 18

Sala Consiliare del Comune di Montalto Uffugo (CS

 

                                                                            Iniziativa Pubblica

                  Ambiente e Sviluppo: riprendiamoci la nostra terra, il nostro paesaggio, il nostro futuro

 

 

 

Presiede

-Angelo BROCCOLO, Segretario Provinciale PRC-SE

 

Saluti

-Ugo GRAVINA, Sindaco di Montalto Uffugo

-Carlo BRUNICELLA, Capogruppo PRC-SE Comune di Montalto Uffugo

 

Relazione

-Rocco TASSONE, Responsabile Enti Locali Federazione Provinciale PRC-SE

 

Interventi

-Francesco SACCOMANNO, Forum Ambientalista Calabria

-Antonio PILUSO, Comitato Insieme per la Salute

-Pino SCARPELLI, Segretario Regionale PRC-SE

-Damiano GUAGLIARDI, Direzione Nazionale PRC-SE, Capogruppo PRC-SE Regione Calabria

 

Conclude

Laura MARCHETTI,

Sottosegretaria di Stato

 

  scritto da prcfederzionecs alle ore 16:57:57
 

20.04.2007

Comunicato stampa

Il governo fa proprio l'emendamento dell'On. Francesco Caruso alla Legge sui piccoli Comuni.
 
..............................................................................................................................
 

Ricordate lex-colonia dei Monopoli di Stato in Sila che occupammo simbolicamente noi del Partito della Rifondazione comunista di Cosenza insieme a diverse realtà associative di movimento cosentino ed a soggetti sindacali? Ricordate l'elezione nelle nostre liste del parlamentare, che subito si autoridusse lo stipendio e lo parametrò a quello dei metalmeccanici, compagno Francesco Caruso (il più povero del parlamento in base ai dati ufficiali: alla faccia delle fandonie sui suoi possedimenti portate avanti da detrattori ed inetti!).

Per dare seguito a quella iniziativa di movimento e per ridare un futuro a tante strutture da anni abbandonate, il parlamentare di movimento Caruso del gruppo del Prc/Se si è posto un obiettivo ben preciso: proporre un emendamento ad hoc durante la discussione alla camera dei deputati della Legge sui piccoli comuni, ossia il progetto di legge n. 15 Realacci ed altri: "Misure per il sostegno e la valorizzazione dei comuni con popolazione pari o inferiore a 5.000 abitanti nonché dei comuni compresi nelle aree protette", attualmente in discussione nellaula di Montecitorio.[...]

La richiesta, fatta propria in Aula oggi dal Governo, è da inquadrare nelle molteplici misure poste a sostegno dei comuni montani e di piccole dimensioni che rischiano lo spopolamento e lemarginazione: oltre ai finanziamenti e alle agevolazioni fiscali, lemendamento si propone di cedere in comodato duso gratuito ai piccoli comuni diverse strutture dellAnas e delle Ferrovie dello Stato: case cantoniere, caselli e stazioni ferroviari e altre strutture di proprietà pubblica che rischiano di restare abbandonate al degrado e allincuria e che invece possono diventare strutture di promozione turistica, centri di aggregazione, sedi di associazioni o della protezione civile.

Lon. Caruso ha emendato il testo di legge aggiungendo esplicitamente anche le strutture di cui al decreto legge del 27 marzo 2000 del Ministero del Tesoro, decreto che prevedeva la svendita di strutture pubbliche al miglior offerente.

La svendita non ha mai avuto luogo e così queste strutture pubbliche, tra le quali lex-colonia del Cupone in Sila, vivono in un stato totale di degrado e di abbandono.

"L'emendamento prevede - afferma oggi il deputato Caruso - che l'attuale proprietario (il Ministero dell'Economia) ceda al comune di Spezzano Sila la struttura.

Ho personalmente - prosegue Caruso - visitato lex colonia del Cupone in Sila e sono rimasto profondamente indignato per lo stato di totale abbandono in cui riversa una struttura dalle immense potenzialità turistiche, collocata in un luogo straordinario dal punto di vista paesaggistico e ambientale.

Visto che il Governo - conclude Caruso - ha fatto proprio il mio emendamento, peraltro votato da tutto il Parlamento, a legge approvata bisognerà stendere un protocollo d'intesa per ristrutturare e rendere funzionale lo stabile tra il Comune di Spezzano, la Provincia di Cosenza e tutti i soggetti sociali che già nel 2005 promossero una campagna per il riutilizzo sociale della struttura, affinchè quel monumento allo sperpero dei beni pubblici diventi un luogo di sperimentazione di nuovi percorsi di riappropriazione dal basso del territorio".

 

Francesco Saccomanno

Resp. Dipartimento Ambiente, Territorio e Beni Comuni

Federazione Prc/Se di Cosenza

  scritto da prcfederzionecs alle ore 16:25:10
 

15.03.2007

Sanità e disagi sociali

Sanità e disagi sociali

SERRA DAIELLO E DINTORNI DOPO LA LEGGE BASAGLIA

 

 

 

Quegli ospiti che andrebbero trattati come uomini

Il sequestro, nei giorni scorsi, della casa di riposo di Belmonte Calabro, ed i numerosi articoli sul ghetto di Serra dAiello, ripropongono il dramma in cui versano queste particolari strutture site nella provincia di Cosenza.

         È vero, la struttura di Belmonte era abusiva, nel senso che non era autorizzata da alcuno; né figurava nellelenco di tipo residenziale della provincia di Cosenza; però al suo interno vi erano persone, essere umani in carne ed ossa alcune delle quali con gravi deficit mentali, in totale stato di abbandono. Qualcuno si è preoccupato di loro?

         In provincia di Cosenza sono ben 27 le strutture di tipo residenziale autorizzate: complessivamente 969 posti letto disponibili sparsi nellintero territorio. Per quattro di queste, la gestione è pubblica; altre tre hanno una congestione; ben venti sono gestite da privati cittadini.[...]

         È inutile nasconderlo, molte delle persone quivi segregate sono state nei manicomi sino allavvento della Legge Basaglia; altre non ci sono mai state in un manicomio, ma la percentuale degli ammalati di mente rinchiusi in questi ghetti è altissima.

         Storicamente, la sinistra italiana, specie quella parlamentare, tutte le volte che si è affrontato un argomento (problema) collegato al lavoro, ha omesso di parlare dellargomento (del problema) per parlare dei lavoratori danneggiati dallargomento.

         Anche questa volta, purtroppo è così. Non che qui si voglia trascurare il pur gravissimo stato di disagio in cui versano i lavoratori.

Largomento che affrontiamo ora è un altro. Cosa succede nelle numerose case di riposo sparse nellintera provincia nessuno lo sa; non ne sappiamo nulla. Ogni tanto nei nostri paesi arriva la salma di qualche poveretto di cui ormai non si sapeva nulla; lunico ricordo, quindi, un funerale in tutta fretta e tutto ritorna come prima.

         Quello che accade allIstituto Papa Giovanni XXIII di Serra dAiello, invece, lo sappiamo bene, eccome se lo sappiamo; ogni giorno la stampa locale riporta lintervento di tizio o di caio a sostegno dei lavoratori dellIpg. Questi sulla carta, compresi quelli in cassa dintegrazione, sono circa 700: tre, quasi quattro per ogni malato; guai, però, a parlare di problema di ordine e pubblico, è così, e basta.

          In passato, quando era in vita quel galantuomo di Don Giulio Sesti Osseo, ed i suoi rapporti con la Dc di Gava erano intensi, i dipendenti erano addirittura 1.800, ma nessuno gridava allo scandalo, anzi, ne giovavano ( e ne giovano) i marpioni della politica nostrana, quella con la p minuscola; la p di piscio, come quello che si respira in questi ambiti. Ambiti da sempre puzzolenti: già nel lontano 1978 Psichiatria Democratica denunciò su il Manifesto le dimissioni forzate di degenti al manicomio di Nocera Inferiore ed il loro trasferimento allIpg di Serra dAiello. Allora si parlava di una certa convenzione tra gli istituti caldeggiata fortemente dallOn. Pirillo, che ora, come allora, aveva molti ammiratori tra le mura dellIstituto e quelle della curia cosentina.

         Ma chi sono gli ammalati di serra dAiello? Noi ci siamo stati al Papa Giovanni. Ci siamo stati a trovare alcuni nostri concittadini, rinchiusi in quello che in tanti definiscono una bestemmia sociale. Quando entri lì, alcuni ti vengono incontro; è difficile incrociare il loro sguardo, si proa un senso di incredulità, di sofferenza, di impotenza; altri li vedi nel terrazzo della struttura: camminano con la testa bassa, i loro percorsi sono sempre gli stessi, ognuno il suo; altri se ne stanno nelle loro piccole stanze; in ognuna ci sono due o quattro persone, un armadietto ed un comodino.

Qui, in una di queste stanze, abbiamo trovato Tuturo, con le mani incrociate dietro la nuca, se ne stava disteso sul letto; i suoi compagni di stanza non portavano le calze e mostravano i piedi neri come il buio del pozzo in cui erano finiti; avranno camminato molto; il loro desiderio di scappare da quel posto è simile al richiamo che Buck sentiva ogni giorno più forte; ma cammina cammina, si è sempre lì; Tutaro, invece, le aveva le calze.

         Scappare, certo, qualcuno in passato se ne è andato; si chiamava Francesco Corrado, aveva 62 anni, lo hanno trovato morto in una campagna tra il comune di Falerna e quello di Castiglione Marittimo, era scalzo, si apprese poi,  che il Sig. Corrado psicolabile, era stato dimesso per volontà dei familiari qualche giorno prima; e che, nonostante la sua malattia, lo avevano lasciato andar via da solo. In quel tempo, era il 1996, ben 25 associazioni federate alla Fish Calabria, avevano inoltrato un esposto alla Procura della repubblica competente; ma Don Giulio era ancora vivo

         Ma sono tante le cose strane del Papa Giovanni; nei giorni scorsi unaltra morte sospetta; uno degli ospiti della struttura è stato trovato privo di vita con chiari segni di colluttazione sul corpo; altre indagini, altri esposti; chissà.

         Tuturo le aveva le calze, dicevamo; e quando il suo sguardo ha incrociato quello di uno di noi, lo ha subito riconosciuto ed è balzato in piedi; lo ha salutato calorosamente e si è diretto verso una stanza ove lui diceva vi fosse lassistente sociale; <<è venuto il mio avvocato>>; urlava, <<è venuto a tirarmi fuori di qui, a portarmi a casa>>. Quando gli è stato detto che non era così, e che (mentendo) poi saremmo ritornati per farlo uscire, si è riseduto sul letto, ha disteso nuovamente i piedi, ha incrociato le mani ed il suo sguardo si è riperso nel vuoto.

         Abbiamo chiesto a lui al personale, molto disponibile; abbiamo domandato se seguiva dei corsi di riabilitazione per il reinserimento sociale; qualcosa che alleviasse la sua malattia e gli consentisse di ritornare tra la sua gente, nel suo paese,. Abbiamo intuito, poi, che il Papa Giovanni, a dispetto del nome che porta, non è assimilabile a quel lembo dantesco, ove vivon color che son sospesi, ma allinferno; e del resto, non può che essere così: un ammalato frutta tanti soldi allIpg, intanto lintera sua pensione; poi, una retta di 100 euro a carico della regione Calabria. Non ce ne voglia nessuno, ma a chi conviene se un ammalato se ne va dalla struttura!

Anche per detta ragione, da li non esce; i tanti ospiti, come maldestramente vengono chiamati gli ammalati del Papa Giovanni, sono gli abitanti di un paese surreale, i vuoti a rendere mentali abbandonati dalla gente, in attesa di ritornare sulla collina del loro natio borgo allinterno di una bara, come di recente è capitato al povero Giovanni.

         Che fare allora! Intanto, che cambi la gestione dellIstituto; che diventi pubblica. La Regione Calabria non può abbandonare tanti suoi figli sfortunati; deve occuparsi e preoccuparsi di loro.

         Se non vi è alcun problema di ordine pubblico nella gestione del centro, poi, non è nemmeno necessario un numero così elevato di dipendenti, specie se a discapito delle cure per gli ammalati; ne basta uno per ogni cinque degenti, per gli altri è necessario trovare delle soluzioni che siano basate sulla loro riqualificazione professionale e sul loro reinserimento nel mondo del lavoro. Non vogliamo né possiamo pensare che in tale grave situazione anche i dipendenti debbano continuare a lavorare demotivati e senza uno stipendio adeguato. Intanto con le rette degli ammalati e con i contributi regionali, si avrebbero per i degenti di Serra dAiello cure adeguate ed un programma di reinserimento sociale che permetterebbe loro di ritornare nei paesi dorigine, tra la gente. Non più mucche da attingere alla bisogna, quindi, ma esseri umani.

         Poi, riteniamo sia necessario il rispetto della legge e, quindi, lapplicazione anche al Papa Giovanni, del dettato Basaglia, che vieta in maniera esplicita laccumulo di persone con problemi psichici nello stesso posto; questo al fine di evitare la spersonalizzazione dellindividuo creata dal manicomio, inteso come posto ove giacciono moltitudini di persone con gravi problemi psichici: applicare la legge Basaglia significa togliere dal Papa Giovanni di Serra dAiello gli ammalati di mente e farli tornare nei loro territori, in strutture atte a contenere un numero minimo di ammalati, e ve ne sono a bizzeffe nella provincia, come abbiamo visto; strutture il più vicino possibile al oro paese; e perché no, anche nel loro paese se vi è la possibilità.

Sentiamo, quindi, di cogliere come nostro il grido di dolore lanciato, dopo anni di colpe gestionali gravi anche da parte della curia cosentina, dal Presidente della Fondazione Istituto Papa Giovanni XXIII don Francesco Perrone ed alluopo sollecitiamo la soluzione del problema tenendo nella dovuta considerazione, almeno questa volta, gli ammalati, che languono in una struttura che ora ha poco di dignitoso e di umano., come recentemente ha dichiarato don Francesco sulla stampa locale.

 

 

Adriano DAmico

Consigliere Comunale di San Demetrio Corone

Francesco Saccomanno

Associazione Forum Ambientalista Calabria

 

 

  scritto da prcfederzionecs alle ore 17:42:12
 

05.03.2007

Comunicato stampa

 
 
 

Oriolo - Cs, 01/03/2007

Comunicato Stampa

Si è tenuto mercoledì scorso, nella sala consiliare comunale, un partecipato dibattito, organizzato dal circolo Gramsci del PRC e dal gruppo di Alternativa Democratica per Oriolo, sul tema la legge Basaglia e la Casa Albergo di Oriolo.

Il dibattito è stato introdotto da Giuseppe Di Santo ed Alfonso Muscetta del circolo di Rifondazione, i quali oltre a sottolineare che la battaglia che si sta facendo in difesa della struttura oriolese insieme ad organizzazioni sindacali e cittadini non è altro che una strenue difesa di un principio di salvaguardia della dignità degli ospiti e di un luogo, forse unico in Calabria, in cui dopo la chiusura dei manicomi è stato garantito un percorso virtuoso di reinserimento delle persone affette da disabilità mentali.

Adriano DAmico, responsabile provinciale Prc Movimenti e Migranti, dopo aver citato Franco Basaglia - Noi vogliamo essere psichiatri, ma vogliamo soprattutto essere delle persone impegnate, dei militanti Quando noi diciamo no al manicomio, noi diciamo no alla miseria del mondo e ci uniamo a tutte le persone che nel mondo lottano per una situazione di emancipazione -  ha effettuato una disamina del percorso giuridico che ha favorito lideazione e lapprovazione della legge 180; ha parlato, poi, dellinchiesta che il partito provinciale sta realizzando sulle strutture che ospitano persone con disabilità mentali, soffermandosi sulla situazione più grave (Istituto Papa Giovanni XXIII di Serra DAiello) e su quella più avanzata e valida rappresentata proprio dalla Casa Albergo di Oriolo.

Interessante il contributo dei Sindaci del comprensorio portato da Nicola Pugliese di Oriolo, Non permetteremo che il direttore generale dellAsl cancelli una storia trentennale, da Alberto Cosentino di Canna, Noi non vogliamo una guerra con Oriolo ma semplicemente attivarci per fare funzionare anche la struttura di Canna e realizzare azioni sinergiche tra i comuni del territorio, e da Mario Melfi di Amendolara, dobbiamo affrontare con forza i problemi della sanità nellAlto Ionio  ed assumerci fino in fondo le nostre responsabilità; ho visto anni fa la struttura di Serra DAiello e posso definirla un Lager.

Giorgio Liguori, dirigente del Cim di Cosenza e rappresentante di Psichiatria Democratica,  ha parlato del paradosso tutto calabrese di discutere dellapplicazione della Basaglia dopo 30 anni, segnalando che nei giorni scorsi la giunta regionale ha approvato delle innovative linee guida sulla Psichiatria in Calabria e rimarcando la necessità di fare in modo che le persone malate si riapproprino di storia, affetti e memoria attraverso una progressiva de-istituzionalizzazione delle case di cura.

In conclusione, Ferdinando Aiello, assessore provinciale alle Politiche Sociali, ha  sostenuto che è alquanto strano che la sanità pubblica sia messa in discussione negli ultimi tempi proprio dal centro-sinistra e che si attiverà per incontrare insieme ai sindaci ed ai sindacati il direttore generale dellAsl di Rossano per discutere dalla struttura oriolese; Angelo Broccolo, segretario provinciale del Prc , ringraziando i compagni di Oriolo per limportante attività Politica svolta, ha rimarcato come il problema della malattia mentale sia da guardare come metafora della vita di tutti noi Quando non facciamo le battaglie in difesa dei più deboli come loro, diventiamo tutti più soli.

E tutta la sala ha riflettuto sulla citazione di Bruno Cassinelli, uno storico della psichiatria antica: Se un giorno le belve dovranno giudicare gli uomini, porteranno come atto daccusa contro di noi  la ferocia degli uomini sani contro gli uomini folli .  

                                                                                              Ufficio Stampa  -  Federazione P.R.C - Cosenza

  scritto da prcfederzionecs alle ore 16:36:25
 

07.06.2006

ASSEMBLEA PUBBLICA ad ORIOLO

ASSEMBLEA PUBBLICA AD ORIOLO

 

POLITICHE AMBIENTALI E CENTRALE A BIOMASSA

 

L'assemblea pubblica è stata rinviata al prossimo fine settimana per sopraggiunti impegni parlamentari del compagno deputato Francesco Caruso. 

Circolo Prc "A.Gramsci" - Oriolo

 

 

 

 

Per venerdì 9 giugno, in Piazza della Repubblica ad Oriolo (ore 18), il circolo Prc "A.Gramsci" ha organizzato un'assemblea pubblica per discutere sul tema "Politica ambientale e centrale a biomassa".
Interverranno alla manifestazione:
Francesco Saccomanno resp. provinciale Prc ambiente, territorio e beni comuni; Adriano D'Amico resp. provinciale Prc Movimenti; Erminio Dessì dell'associazione "il Riccio di Castrovillari; Paola Montagna dell'Associazione Medici per L'Ambiente - ISDE Italia.
Concluderà, dopo gli auspicati interventi dei cittadini, il deputato Francesco Caruso, parlamentare eletto in Calabria nella lista di Rifondazione.

Circolo Prc "A.Gramsci" - Oriolo

 

  scritto da prcfederzionecs alle ore 18:28:17
 

23.05.2006

Oriolo contro le Bio...devastazioni

LAmministrazione comunale di Oriolo non è, abitualmente, molto loquace; ottima incassatrice, questo si. Non scende mai in polemica, non risponde ai manifesti delle opposizioni: più che fair-play anglosassone sembra, ci sia consentito, omertà italica.

In tanta timidezza si è recentemente aperto un varco, con la diffusione di una nota, a firma del Sindaco, sullannosa questione centrale a biomassa. Apprezzabile liniziativa, deludente il contenuto, e non per amor di polemica! Tale comunicato è contraddittorio e reticente.[...]

 nessuna centralesarà realizzatasenza il consenso dei cittadini.

A quali cittadini ci si riferisce? Solo a quelli di Oriolo o anche dei paesi vicini, visto che, giustamente, anche questi ultimi sono destinatari del maldestro ansiolitico epistolare, salvo poi smentirsi nellepilogo, dove si fa appello solo al giudizio e la sovranità (!) dei cittadini di Oriolo. E se le cittadinanze limitrofe dissentono che si fa? gli si dichiara guerra in nome della sovranità?! Se si è minimamente consapevoli che limpatto ambientale di tale progetto riguarda lintero comprensorio, e non potrebbe essere altrimenti,  perché non si coinvolge direttamente la Comunità Montana?

Come intenderebbe, lAmministrazione, verificare il consenso dei Cittadini? Gli strumenti di democrazia diretta (ad es. referendum et similia) sono, generalmente, appannaggio delle opposizioni. Chi governa (amministra) ha la forza sufficiente, oltre che lonere, per fare o non fare una scelta, possibilmente coerente con il patto programmatico stipulato con i cittadini e non ci risulta che nel programma dellattuale Amministrazione fosse contemplata una simile opzione: pacta sunt servanda! Non è così che ci siamo giocati il parco del Pollino? Sono gli inconvenienti della democrazia rappresentativa.

lunico atto amministrativo prodotto è una delibera consiliare di manifestazione di interesse

Falso! Oltre ad un discreto scambio di documenti e di mail tra lAmministrazione ed il non meglio precisato soggetto proponente (o suo emissario: a fronte del semplice studio di fattibilità votato dal consiglio) ci risulta che siano in corso mediazioni (e forse già opzioni dacquisto) con i proprietari dei terreni, propiziate direttamente dal Sindaco. E se non si è andati oltre, ci è dato sapere, è solo per le motivate obiezioni dellufficio comunale competente.

la fattibilità dellimpiantodovrà essere compatibile con la salubrità dellambiente (agricoltura e turismo).

La salubrità dellambiente sta a cuore a tutti ma lAmministrazione ne ha unidea sconcertante e mercantile (di destra?). Il diritto a vivere in un ambiente sano ed a respirare aria pulita non subisce deroghe laddove non passano i turisti o non vi cresce nemmeno la gramiglia. E soprattutto non può essere barattato con illusorie velleità sviluppistiche o occupazionali, con annesso il miraggio di una nuova epopea clientelare.

Per un paese in un vicolo cieco la retromarcia non è disonorevole ma dignitosa e apprezzabile. Facciamo appello alla cittadinanza ed alla classe politica (TUTTA!): in Italia si è aperta una nuova pagina, apriamola anche ad Oriolo. La nostra parte non mancherà.

 

                                                                  Partito della Rifondazione Comunista

                                                                         Cirocolo ."A. GRAMSCI"

 

 

  scritto da prcfederzionecs alle ore 18:56:21
 
 
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Qui da noi le parole pi� profonde diventano abitudine, invecchiano come i vestiti, ma io voglio costringere una grande parola a splendere di nuovo, la parola Partito. Un uomo solo, in se stesso racchiuso, a che cosa pu� essere utile? Chi mai gli dar� ascolto? Forse la moglie, e non sempre, non in piazza ad esempio, forse solo nell�intimit�. Il Partito � un uragano denso di voci flebili e sottili e alle sue raffiche saltano i fortilizi del nemico, come timpani al rombo del cannone. La disgrazia � sull�uomo quando � solo. La sciagura � nel cuore del solitario. L�uomo solo � fragile preda d�ogni potente e persino dei deboli purch� si mettano in due. Ma se nel Partito tutti i deboli si sono riuniti, arrenditi, nemico, muori e giaci! Il Partito � una mano con milioni di dita, stretta in un solo minaccioso pugno. L�Uomo isolato non conta, anche se � forte non alzer� una semplice trave, n� tanto meno una casa a cinque piani. Ma col Partito, reggendoci e alzandoci l�un l�altro, costruiremo sino al cielo. Il Partito � la spina dorsale della classe operaia. Il Partito � l�immortalit� della nostra opera. Il Partito � l�unica cosa che non tradisce. Oggi sono un povero commesso, ma domani canceller� i regni dalla carta. Cervello e fatica, vigore e gloria della classe: ecco cos�� il Partito.
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Quando saprai che sono morto non pronunciare il mio nome perch� si fermerebbe la morte e il riposo. Quando saprai che sono morto di sillabe strane. Pronuncia fiore, ape, lacrima, pane, tempesta. Non lasciare che le tue labbra trovino le mie undici lettere. Ho sonno, ho amato, ho raggiunto il silenzio. (Che Guevara
Sto ascoltando...
"Siate sempre capaci di sentire nel profondo qualsiasi ingiustizia commessa contro chiunque...in qualsiasi parte del mondo. E' la qualit� più bella di un rivoluzionario." (Ernesto Guevara)
Vorrei tanto...
Il comunismo per noi non � uno stato di cose che debba essere instaurato, un ideale al quale la realt� dovr� conformarsi. Chiamiamo comunismo il movimento reale che abolisce lo stato di cose presente. "Karl Marx"
Frase:
Non chiuderti Partito nelle stanze...Esci e ascolta le voci dei ragazzi

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